La Scuola Vampirizzata dal PNRR

Tratto da un contributo sul social azzurro...

Le scuole italiane, nell’accingersi a redigere il “piano dell’offerta formativa”, si sono trovate a dover inserire “attività” volte a placare l’inestinguibile sete ministeriale di “Transizione ecologica e culturale” e “digitalizzazione”.

Inutile chiedersi come andrebbero svolte, perché è noto che il tempo da occupare è quello delle lezioni finora dedicate a materie ormai superate (e tutte le materie lo sono!), in una scuola “senza libri”, “senza voti” e in definitiva senza scuola, ma “sostenibile”.

Quello che è certo è che le attività sulla transizione ecologica paiono mirate al ridimensionamento dell’uomo: devono infatti essere finalizzate a “superare il pensiero antropocentrico”, ad acquisire “consapevolezza dei diritti ecologici di tutti gli esseri viventi”, a “minimizzare gli impatti delle azioni dell'uomo sulla natura”, a sviluppare “competenze green”, oltre che, ovviamente, a realizzare un “futuro a zero emissioni”. Ma il fondo della tana del bianconiglio lo si raggiunge quando si parla degli ambiti della digitalizzazione.

Ecco la voce “fibra e banda ultra-larga alla porta di ogni scuola”, che pare una riformulazione tech del più noto “casa per casa”; l’orwelliana “identità digitale” per ogni studente; lo zelo messianico del “portare il pensiero computazionale a tutta la scuola primaria”; l’autenticamente sessista “Girls in Tech&Science”; l’orrore per il cartaceo che traspare dalle “biblioteche scolastiche come ambienti di alfabetizzazione digitale”; l’invasione degli ultracorpi confindustriali che si concretizza nello “Stakeholders’ Club per la scuola digitale” e negli “accordi territoriali”; infine il comitato didattico scientifico locale, volenteroso adepto del vincolo esterno, “che allinei il Piano alle pratiche internazionali”.

Nel caso restasse ancora pietra su pietra, di certo è pronta una qualche soluzione definitiva. Ma non servirà, visto il gran numero di docenti che offrono gratuitamente un’entusiasta e instancabile manovalanza alla distruzione della loro stessa "raison d'être" professionale.



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